Puoi trovare uno strumento per il calcolo delle quote di lavorazione meccanica alla pagina Calcolatore tolleranze dimensionali pre-trattamento.

Capita spesso che i clienti chiedano informazioni su come i rivestimenti modifichino le quote dimensionale dei pezzi.
I dubbi dei clienti sono molti e non sempre banali:

  • Qual è la variazione dovuta al rivestimento?
  • I fori tollerati sono da mascherare?
  • E le filettature?

I rivestimenti galvanici apportano materiale, sovrametallo, sulla superficie del pezzo. Quindi maggiore è lo spessore del rivestimento maggiore sarà la variazione dimensionale.
Conoscendo lo spessore del rivestimento si potrà calcolare la quota della lavorazione considerando lo spessore del rivestimento (2 volte sul diametro).

Ciò è valido però solamente se lo spessore del rivestimento è preciso e uniforme su tutta la superficie. La mancanza di uniformità di spessore, in caso di tolleranze strette, potrebbe infatti compromettere il rispetto della quota finale.

A questo punto una distinzione da fare è tra i rivestimenti elettrolitici (come la zincatura, la nichelatura e la cromatura) e la nichelatura chimica.

I rivestimenti elettrolitici

I rivestimenti elettrolitici vengono depositati tramite corrente e hanno una bassa uniformità di spessore. Ciò è dovuto al fatto che la corrente non si distribuisce in modo uniforme sulla superficie del pezzo e quindi si hanno i seguenti fenomeni:

  • effetto punta, ovvero uno spessore maggiore nelle zone del pezzo più appuntite e sugli spigoli.
  • scarsa penetrazione nei fori. Lo spessore all’interno dei fori si riduce fino ad azzerarsi ad una certa profondità
  • variazione di spessore tra pezzi. In funzione della posizione dei pezzi sul telaio di trattamento si possono avere variazioni anche significative di spessore.

Nel caso di rivestimenti elettrolitici, è buona norma prevedere le mascherature dei fori tollerati o filettati soprattutto se sono profondi. Per diametri esterni tollerati bisognerà verificare che la disuniformità di spessore non crei un problema sulla quota finale. Ad esempio, i particolari rivestiti con cromo duro vengono spesso rettificati successivamente per rientrare in tolleranza.

La nichelatura chimica

Il rivestimento di nichel chimico viene ottenuto invece tramite reazione chimica senza utilizzo della corrente. Ciò permette di evitare tutti i fenomeni sopra descritti.

Lo spessore del nichel chimico è uniforme su tutta la superficie del pezzo senza distinzione tra zone interne o esterne, tra spigoli o superfici piane.

Inoltre, lo spessore di trattamento è molto uniforme anche tra pezzo e pezzo dello stesso telaio di nichelatura.

Per la nichelatura chimica invece la mascheratura e la rilavorazione non sono quasi mai necessarie. Basta infatti calcolare la quota di lavorazione considerando che la crescita diametrale è il doppio dello spessore.

Per le filettature deve esse fatta una ulteriore considerazione. Infatti, a causa della geometria dei filetti, l’incremento diametrale non è più il doppio dello spessore ma bensì 4 volte.

Contattami se hai bisogno di ulteriori informazioni tecniche.

Ing. Giacomo Bordiga
Ing. Giacomo BordigaDirezione Operativa
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